Il segreto dei sovesci
Come nutriamo la terra a Santa Maria degli Ancillotti

Santa Maria degli Ancillotti

A Santa Maria degli Ancillotti, immersi tra le dolci colline di Assisi, coltiviamo la nostra terra con attenzione, pazienza e rispetto per la natura.
Uno dei segreti principali della fertilità dei nostri campi è il sovescio, una pratica antica ma straordinariamente efficace, che permette di nutrire il terreno senza ricorrere a concimi chimici.


Cos’è il sovescio
Il sovescio consiste nella coltivazione di piante specifiche, spesso leguminose come veccia, trifoglio, favino o lupini, non per farne un raccolto, ma per interrarle direttamente nel suolo: queste piante vengono tagliate o arate nel terreno quando sono ancora giovani o in fase di fioritura, creando così una fonte naturale di sostanza organica e nutrienti.
Le leguminose, in particolare, hanno un effetto straordinario: attraverso una simbiosi con i batteri radicali, fissano l’azoto atmosferico nel terreno, arricchendolo di uno degli elementi più importanti per la crescita delle colture successive. Altri sovesci, invece, come ad esempio il sorgo, aggiungono fibra e migliorano la struttura del suolo, aumentando la capacità di trattenere acqua e prevenendo l’erosione.


Perché pratichiamo il sovescio
A Santa Maria degli Ancillotti pratichiamo il sovescio non solo per ragioni agronomiche, ma anche per il rispetto della biodiversità e per la sostenibilità. La nostra terra è inoltre ricca di storia e cultura agricola, e vogliamo mantenerla fertile senza impoverirla.

Così, il sovescio ci permette di:
• migliorare la struttura del terreno: le radici delle piante da sovescio penetrano nel suolo creando canali che favoriscono l’aerazione e la ritenzione idrica
• aumentare la fertilità naturale: l’azoto e la sostanza organica prodotta dalle piante interrate nutrono le colture successive senza l’uso di fertilizzanti chimici
• ridurre le infestanti: molte piante da sovescio competono con le erbe infestanti, riducendo la necessità di diserbo chimico
• supportare la fauna utile: api, insetti predatori e lombrichi trovano nel sovescio un habitat prezioso, contribuendo a un ecosistema equilibrato.



Quando e come seminiamo i sovesci
Il momento migliore per seminare i sovesci dipende dal tipo di coltura e dalle condizioni climatiche. Noi seguiamo un calendario attento:
• in autunno-inverno seminiamo leguminose e cereali invernali, che cresceranno durante la stagione fredda e verranno interrati in primavera
• in primavera-estate utilizziamo leguminose più veloci come il trifoglio o il favino, che migliorano la fertilità del suolo prima delle colture estive.
La semina viene effettuata con metodi meccanici leggeri, per non compattare il terreno, e la gestione successiva è minima: le piante crescono naturalmente, catturando nutrienti e costruendo humus. Quando raggiungono il giusto stadio vegetativo, le ariamo nel terreno, lasciando che si decompongano e che arricchiscano il suolo.


I benefici visibili nei nostri campi
Grazie al sovescio, i nostri oliveti, orti e frutteti godono di terreni più soffici e ricchi di sostanza organica. Le piante crescono più sane, con radici profonde e una maggiore resistenza agli stress climatici. Gli oli extravergine d’oliva e i prodotti del nostro orto raccontano questa cura: sono il risultato di un ciclo naturale in cui la terra stessa diventa il primo fertilizzante.

Il sovescio, quindi, non è solo tecnica: è una scelta di rispetto e responsabilità, che permette di rispettare il ritmo naturale della terra e di mantenerne la fertilità nel tempo, proteggere l’ambiente circostante e offrire ai nostri ospiti prodotti genuini e ricchi di sapore.

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