Aridocoltura
Coltivare senza acqua

Santa Maria degli Ancillotti

I cambiamenti climatici stanno portando ad un aumento delle aree desertificate, l’agricoltura come siamo stati abituati a vedere, con grandi sprechi di acqua e risorse del territorio, non può più essere praticata, è urgente un cambiamento nelle modalità di coltivazione e nella scelta delle piante messe a dimora.

Anche nel nostro piccolo, nel nostro orto, si possono adottare pratiche di coltivazione con l’utilizzo minimo di acqua. Sono metodi del tutto naturali nati dall’esperienza delle popolazioni dove l’acqua è un bene prezioso, per noi sono difficili da comprendere perché l’abbondanza di acqua alla quale siamo stati sempre abituati, ci porta a ragionare in modalità diversa.

Ma dobbiamo abituarci a farlo anche nelle pratiche quotidiane e nelle attività domestiche, lo spreco dell’acqua non è più possibile.

Che cos’è l’aridocultura?


L’aridocoltura è l’insieme di pratiche agricole adatte per terreni particolarmente aridi e degradati. Sono pratiche antichissime legate alle oasi nel deserto, dove le conoscenze tramandate di generazione in generazione, hanno permesso l’esistenza di queste zone verdi in deserti infuocati.
Creando degli ecosistemi utili per rigenerare terreni e suoli in ogni parte del mondo. È ovvio che coltivare senza acqua non è possibile, ma possiamo usarne molto poca, lo stretto indispensabile.

L’orto nel deserto


Nei deserti gli orti non superano mai i 1000 mq, tutto il lavoro si impronta principalmente nella limitazione dell’evaporazione. Si preferisce piantare gli ortaggi sotto gli alberi da frutto con piante ravvicinate l’una all’altra.

L’importante è pacciamare con i materiali più svariati dalla paglia, al fieno, cartone, sassi sfalcio dell’erba ecc. Coprire il suolo con un materiale organico è la cosa migliore, con uno strato minimo di 20 cm di spessore l’acqua dell’annaffiatura e della rugiada durante la notte non evapora. I materiali deposti che si decompongono rilasciano sostanze nutritive rendendo il suolo più morbido. Creare zone di ombra limita l’evaporazione dalle foglie, piantare delle siepi di arbusti attorno all’orto lo ripara dal vento, che secca il terreno e le piante.

I microrganismi ci aiutano nel trattenere l’acqua, un terreno ricco di materia organica raccoglie quantità di acqua in quantità molto consistenti, l’utilizzo di un compost fatto in casa è una soluzione ottima.

Per far crescere degli alberi autosufficienti per l’acqua devono essere trapiantati molto piccoli, alberi più grandi hanno già le radici chiuse su se stesse, invece la pianta deve abituarsi a cercare l’acqua quindi ad aver radici belle aperte e lunghe, che scendono in profondità, piantine molto piccole si adattano più facilmente a queste necessità di sviluppo. L’umidità del terreno va controllata sotto la pacciamatura annaffiando quando c’è la necessità, le piante capiscono che devono cercarsi l’acqua sotto alle loro radici, che si allungheranno radicandosi bene nel terreno.

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