Come coltivare lo zafferano
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Santa Maria degli Ancillotti

Lo zafferano – Crocus sativus – è una spezia molto molto preziosa. Il suo prezzo può raggiungere anche cifre davvero elevate: per alcune varietà della migliore qualità si può arrivare anche a 60 euro al grammo.

Il maggiore produttore di zafferano al mondo è l’Iran: da solo ne produce circa il 90% di tutto quello presente in commercio. Ma fra i Paesi che vantano una produzione di tutto rispetto troviamo anche l’Italia, assieme alla Spagna, alla Grecia, al Marocco e all’India.

Questi Paesi hanno in comune le condizioni climatiche che permettono la coltivazione di questa spezia.

Sai che anche tu potresti coltivare lo zafferano nel tuo orto? Eccoti qualche informazione utile se la cosa ti incuriosisce.

La pianta dello zafferano


La pianta dello zafferano nasce da un bulbo. I suoi fiori, infatti, sono sterili e sono utili solo per ottenere la spezia: da essi vengono prelevati gli stimmi che poi vengono essiccati.
Si tratta di una coltura a ciclo annuale: i bulbi rimangono in stasi vegetativa durante l’estate mentre a settembre si risvegliano e la piantina comincia a uscire dal terreno; si sviluppano dapprima delle foglie filiformi, poi spunta un fiore viola; infine, in primavera inoltrata la pianta moltiplica i bulbi e dissecca; da questi nasceranno le piante dell’anno seguente.

Come coltivare la pianta


Per coltivare lo zafferano non è necessario dedicarvisi professionalmente: lo si può fare tranquillamente nell’orto di casa, con 200/300 bulbi, o ci si può misurare con le proprie abilità di agricoltore persino sul balcone, mettendone in vaso giusto 4/5.

Qui in Italia non dobbiamo preoccuparci del clima: lo zafferano si può coltivare senza problemi più o meno ovunque, visto che non teme molto né freddo né siccità ed è molto resistente agli sbalzi di temperatura. Quello che invece bisogna tenere bene in considerazione è il fatto che lo zafferano vuole molta luce; quindi, deve essere posizionato in un terreno ben esposto.

Il terreno ideale per coltivare


Lo zafferano ha anche bisogno di un terreno che, oltre che fertile e ben lavorato, dreni bene l’acqua, per evitare che i ristagni danneggino i bulbi.
Qual è il momento migliore durante l’anno per metterli a terra? I bulbi di zafferanno vanno impiantati ad agosto o, al massimo a inizio settembre, poiché una volta finito il caldo estivo cominciano a vegetare.

Si mettono a terra ad una profondità di circa 10 cm, in file distanti fra loro circa 20 cm, mentre fra una piantina e l’altra bisogna considerare uno spazio di 10 cm circa.

Una volta a terra, lo zafferano non richiede cure particolari, in quanto resiste bene al gelo come alla siccità. Richiederebbe un po’ di acqua nel periodo della fioritura, fra settembre e ottobre, e in primavera quando i bulbi si moltiplicano, ma per questo sono sufficienti le piogge tipiche di questi periodi. Ha invece necessità che il terreno venga continuamente ripulito dalle erbe infestanti.

La raccolta dei fiori


Veniamo al momento più interessante: la raccolta dei fiori di zafferano. Il periodo della raccolta è in autunno, tra ottobre e novembre.
Per ottenere la preziosa spezia i fiori vanno mondati: si eliminano i petali e il polline e si tengono solo gli stimmi, i tre filini rossi che si trovano all’interno del fiore, che vanno messi ad essiccare immediatamente.

Come si può fare questa operazione a casa? Con il forno: basta impostarlo sulla modalità ventilata, con la temperatura al minimo e la porta leggermente aperta, ponendo gli stimmi su una teglia ricoperta di carta da forno. Quando avranno perso tutta l’umidità saranno pronti e tu avrai dell’ottimo zafferano autoprodotto, che potrai conservare in un vasetto di vetro, al riparo da luce, calore e umidità anche per qualche anno.

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