Vino Doc
Quando e perché un vino si dice DOC

Santa Maria degli Ancillotti

Se siete appassionati di vino, avrete sicuramente notato che le varie etichette possono vantare diciture differenti. Una di queste è DOC.
Per cosa sta questa sigla? DOC vuol dire Denominazione di Origine Controllata.
Ma cosa significa esattamente? E quando e perché un vino può essere insignito di questo riconoscimento?
Cerchiamo di rispondere a queste domande, illustrando le caratteristiche e la storia della DOC nel mondo dei vini.


Quando un vino può dirsi DOC
Un vino che può fregiarsi di una DOC è un vino che rispetta una serie di requisiti relativi alla zona geografica, ai vitigni, alle tecniche di coltivazione e di vinificazione, stabiliti da un disciplinare di produzione. La DOC garantisce, quindi, al consumatore l'autenticità e la tipicità del vino, oltre alla sua qualità.


Quando nascono le DOC
La DOC fu istituita in Italia con il decreto-legge del 12 luglio 1963 n.930, con lo scopo di valorizzare le produzioni vinicole nazionali, per garantirne la qualità e la tipicità e per contrastare le contraffazioni.
Si tratta di un sistema di regole che stabilisce le zone di produzione, le varietà di uva, i metodi di vinificazione e le caratteristiche organolettiche dei vini che possono fregiarsi di questo riconoscimento.
Lo scopo della classificazione DOC è di tutelare i produttori che rispettano le tradizioni e il territorio, e di offrire ai consumatori una garanzia di autenticità e di tracciabilità dei vini che acquistano.
La classificazione DOC è riconosciuta a livello nazionale ed europeo, e prevede il controllo da parte di organismi indipendenti che verificano il rispetto delle norme.


I vini DOC in Italia
I vini Doc rappresentano una parte importante del patrimonio enologico italiano, e contribuiscono a valorizzare la diversità e la ricchezza delle nostre regioni.
Attualmente, si contano nel nostro Paese circa 330 DOC, che coprono tutte le regioni e le principali tipologie di vino – rosso, bianco, rosato, spumante, passito, ecc.
Alcuni esempi di vini DOC sono il Montepulciano d’Abruzzo, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, il Bolgheri Sassicaia, il Rosso di Montalcino, il Rosso di Montepulciano, il Lambrusco Salamino di Santa Croce, l’Orvieto, il Rosso di Montefalco, la Bonarda dell’Oltrepò Pavese, il Teroldego Rotaliano, il Barbera del Monferrato, il Nebbiolo d’Alba, la Falanghina del Sannio, il Primitivo di Manduria, il Cannonau di Sardegna, il Vermentino di Sardegna.
Questo solo per fare un breve elenco che ricopra un po’ tutto il Paese.


Il rispetto del disciplinare
Prima della fase di commercializzazione, i vini DOC devono essere esaminati durante la produzione per mezzo di analisi chimico-fisiche, nonché di esame organolettico. Questi test servono per certificare che i requisiti necessari richiesti perché un vino possa essere riconosciuto come DOC vengano rigidamente rispettati. Qualora non venisse rispettato l'insieme dei requisiti richiesti il vino non potrà vedersi assegnato l'appellativo di “DOC”.

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